Notizie del giorno
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Civile e processo
Famiglia
La revisione delle condizioni economiche del divorzio non può essere retroattiva
In caso di peggioramento delle condizioni economiche di uno dei due coniugi dopo il divorzio, il giudice può modificare la cifra prevista dall’assegno ma tale maggiorazione non ha effetti retroattivi.
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Civile e processo
Famiglia
Maternità surrogata, i figli non sono tutelati
La maternità surrogata, pratica vietata in Italia, pone grandi interrogativi sulla tutela da accordare ai figli così nati.
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Obbligazioni e contratti
Procura alle liti
La procura alle liti se conferita dal Sindaco non necessita né di previa determina né di autorizzazione della Giunta
Protagonista della vicenda in esame è un avvocato che ricorre in Cassazione, sostenendo l’errore da parte della Corte territoriale nel ritenere che la sentenza di primo grado fosse sostenuta da due motivazioni alternative e, cioè, l’invalidità della procura e la nullità del contratto, di cui la prima non sarebbe stata censurata, con conseguente passaggio in giudicato della sentenza impugnata.
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Lavoro
Inclusione
Inclusione: questo l’obiettivo perseguito dalla PA
Pubblicato in GU del 12 gennaio 2024, n. 9, il d.lgs. n. 222/2023 recante le disposizioni in materia di riqualificazione dei servizi pubblici per l'inclusione e l'accessibilità.
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Penale
Delitti contro il patrimonio
Vendita truffaldina on line: va riconosciuta la minorata difesa del compratore raggirato
I giudici sottolineano la costante distanza tra venditore e acquirente nel corso della trattativa, avvenuta on line e interamente senza un contatto diretto tra le parti. Tale modalità di contrattazione pone l'acquirente in una situazione di sfavore, perché costretto ad affidarsi alle immagini, che non consentono una verifica della qualità del prodotto. Irrilevante il fatto che il venditore ha fornito alla persona offesa il suo nome.
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Lavoro
Licenziamento giusta causa
Terapia farmacologica non somministrata alla paziente: legittimo il licenziamento dell’infermiera
Respinta la giustificazione addotta dalla lavoratrice, la quale ha sostenuto di essersi semplicemente attenuta alle indicazioni della società datrice di lavoro, prendendo atto che, all’epoca, mancava l’apposita autorizzazione a prestare assistenza alla paziente, poiché quest’ultima aveva superato il 65esimo anno di età, termine oltre cui non poteva rimanere nella struttura.